SOLANAS: (cfr. torrente Solano nel Valdarno casentinese) è un sito di Sinnai, Cabras e Ulàssai.
È pure noto come cognome spagnolo: in catalano solana significa “terreno soleggiato, solatio”.
Il sito più rappresentativo si trova sulla costa sud dell’isola (Sinnai), esposto perfettamente a mezzogiorno, mentre i venti del nord sono attutiti dalle montagne.

Questo bel sito sinnaese sul mare, sbocca in una chilometrica valle di arene granitiche, abbastanza fertile e sede d’un torrente che d’estate sparisce in superficie ma continua a tributare acqua freschissima (quasi gelida) lungo la grande spiaggia.
(Traduzione richiesta da Daniele Melosu allo studioso
Salvatore Dedola, Glottologo-)

La Storia

La più antica citazione di Sinnai, nonchè di Solanas, compare nella Carta Sarda dell'Abbazia di San Vittore di Marsiglia, che documenta la donazione del giudice di Cagliari , Costantino Salusio III, alla
chiesa di San Saturno di Cagliari di terre coltivabili e poderi con aggregati rurali, tra cui le terre e il "paniliu de Sinnai", (il termine "paniliu" indica il diritto esercitato dal proprietario sui "liberos de paniliu" che, affrancati dal servaggio e pur potendo svolgere anche altrove la propria attività, rimanevano legati al fondo di appartenenza).
La Carta, risalente agli anni 1089/1100, è scritta in caratteri greci, in lingua volgare, sardo-campidanese, e ci fornisce la prima citazione documentaria della Villa, ora frazione di Sinnai.
Oltre che per la prima citazione di Solanas, la carta rappresenta un'importante testimonianza dei fatti storici che determineranno, dopo sette secoli di confronto anche aspro, l'assetto finale dei confini giurisdizionali dei comuni della zona.
Nel XIII secolo si conoscono anche i sindaci, che rappresentano le ville dell'attuale territorio comunale: Iuvinale de Masenti di Solanas, eletto sindaco con Giovanni Manseti, rappresentò oltre la Comunità di Solanas anche quelle di Carbonaria e di Santa Maria Paradiso, sottoscrivendo le Costituzioni.

(Fonte: Sinnai.Online.it).

Nel territorio della frazione di Solanas, come d'altronde in tutta la Sardegna, ci sono tracce di frequentazione umana risalenti dal Neolitico Antico* (6000-2300 A.C Età del rame*) sino al periodo Nuragico* (2300-800 A.C Età del Bronzo-Ferro*), Cartaginese, Romano, Bizantino, Pisano, Aragonese* (*XIII D.C), per arrivare al periodo Spagnolo* (XV D.C*).

Numerosi Menhir ci regalano testimonianza di frequentazione umana dal periodo del Rame, come quelli in granito grigio alti circa 1 metro (Perdas Fittas ) di Porcileddu.
Nelle vicinanze sono inoltre presenti i resti di un antica fonte sacra, utilizzata anche in tempi recenti, infatti sino a qualche decennio fa per approvvigionarsi l'acqua ci si recava direttamente alla sorgente, un bene molto prezioso, millenni fa come ancora oggi.
Risalenti al Neolitico troviamo, ben piantati sul terreno, 5 Menhir nella località Is Ungronis, anche detta Serra Pillonadoris.
Altra testimone chiave, di notevole importanza storico-archeologico, dell'età del bronzo è la Reggia Nuragica di Ferricci, sita in un terreno privato. E’un nuraghe polilobato, il più grande e quello meglio conservato del territorio di Solanas, situato su un acrocoro da cui si controlla un importante torrente e le risorse della valle, attorniato da importanti mura con torri poste ai vertici e all'interno.
Le mura mostrano più di un accesso, e già questo potrebbe far escludere l'utilizzo difensivo.
Gli accessi principali ed evidenti si trovano sul lato sud ovest ma altri accessi erano verosimilmente consentiti sul lato est, verso il dirupo, in mezzo a delle colonne naturali di granito.
Le tholos sono totalmente franate verso l'interno, così come gran parte delle mura esterne, mentre il villaggio annesso alla reggia, situato nella parte a Sud-Ovest del cucuzzolo omonimo è quasi totalmente scomparso, mentre è ancora esistente la capanna Nuragica di Sa Guardia de Ferricci.
I reperti recuperati nella Reggia Ferricci possono essere ammirati al Museo Civico di Sinnai e nel frattempo si attende una futura messa in sicurezza e ristrutturazione del Nuraghe per renderlo accessibile al pubblico.
Un altro importante sito è cosituito dalle rovine del Nuraghe Pireddu, situato sull'omonima collina che domina il territorio sottostante abbracciando la vallata di Pireddu ( in località S.Barbara), non tanto distante dal tempio a Pozzo Nuragico di Pireddu o Mitza Cruberta (risalente all’età del bronzo medio 1600-1300 A.C) racchiuso da un vano a Tholos seminterrato.
Esso era dedicato al culto della divinità delle acque e dell'ordalia.
Gli antichi scrittori raccontano che l'ordalia era un giudizio del Dio, in base al quale l'accusato di un furto veniva sottoposto alla prova dell'acqua.
I templi erano anche dedicati al culto della Dea Madre e del Dio Toro, Dio del Sole.
Una volta all'anno, in corrispondenza della stagione delle piogge, il rituale aveva la durata di un intera lunazione per assicurare la pioggia (il seme fecondatore della terra), la fertilità e la ricchezza della comunità, dove il Sole sarebbe sceso su un albero di fico per fecondare la Madre Terra.
Nel pozzo è stato recuperato un Thymiaterion (Incensiere) in argilla risalente al V-IV Secolo A.C e altri reperti fittili.
Il pozzo sacro è stato costruito in una stretta gola, immerso nella rigogliosa vegetazione a 130 metri dal Nuraghe.
Entrambi i monumenti del periodo del bronzo medio dimostrano un assidua frequentazione di un popolo autoctono legato ai rituali sacri, alla coltivazione dei campi, alla macinatura dei cereali e alla gestione generale del territorio già partendo dal II Millennio A.C.
Altre testimonianze storico-Archeologiche del VI-III Millennio A.C sono:
Menhir di Procileddu, Menhir Serra Pillonadoris.
II-I Millennio A.C:
Struttura Nuragica Megalitica di Ferricci, Capanna Nuragica Sa Guardia de Ferricci,
Nuraghe Mustazzu, Nuraghe Arrideli, Nuraghe Su Crastadroxiu, Nuraghe Serraidda, Nuraghe Pireddu,
Nuraghe Complesso Monte Arbu, Tomba dei giganti de Sa Rocca Arrubbia,
Insediamento di Portu Murvoni (Portu Perdosu),
Insediamento Sa Cotti de Antonicu Ortu, Struttura di Cratzeranu
Insediamento e necropoli S'acua Mala, Necropoli Su Portu,
Edificio Termale di Sa Tanka e' Sa Cresia, Insediamento Campu Longu,
Monte Turri, Area di Ritrovamenti case Spina.

(Fonti Storiche Daniele Melosu)

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